August 26th, L'Arena di Verona

BOSCOCHIESANUOVA. Al Lessinia Film Festival molte opere di qualità
I servizi sociali? Salgono sui monti
Applausi al film sulla solidarietà al Monviso Perplessità su «Senza ombra di dubbio»

Al Film Festival si è vista la montagna senza l’incenso delle celebrazioni, le lacrime del mondo perduto, le ferite del mondo che verrà. Questo è «OSSignur! La montagna assistita», dove OSS è l’acronimo di Operatori socio sanitari, che unito al Signur, tipica espressione piemontese, è invocazione, saluto e ultimo respiro.
Come ogni volta che si mettono dietro la cinepresa, i giovani registi Sandro Gastinelli e sua moglie Marzia Pellegrino stupiscono e colgono il meglio delle cose. Seguono «da dentro» il lavoro di tre operatori del Consorzio Monviso Solidale che opera in Val Varaita nell’ambito dell’Ulss di Saluzzo.
Li hanno ripresi dentro le loro sgangherate auto, muli da montagna che arrivano fin sulle porte di improponibili contrade; dentro le case povere che sono regge per gli anziani che le abitano; dentro l’anima di questi personaggi che mettono a nudo per gli operatori e la telecamera la loro corporeità e la loro umanità. Si può fare un film drammatico senza far piangere: così nascono i capolavori.
Dalla prima mondiale di «Senza ombra di dubbio» ci si aspettava qualcosa in più, visto il calibro del regista Alessandro Zonin, che ha un occhio speciale per la fotografia e lo si capisce fin dalla prima inquadratura del lavandino della cucina. Sembra una storia di «corna» con colpo di teatro finale, e in mezzo ci stanno sguardi, ammiccamenti, improbabili battute in romanesco alle porte di Velo. Doveva essere il dramma interiore di un autista di bus di linea in Lessinia, che salva una misteriosa partoriente portandola al pronto soccorso con il mezzo di servizio, buona azione che gli si ritorce contro perché dalla donna viene «accusato» di essere il padre della neonata. Le analisi del Dna scagionano l’autista, ma riscontrano anche la sua sterilità, frantumata dalla rivelazione della moglie di essere in dolce attesa. Se sbaglino i medici o abbia «sbagliato» la moglie nessuno ce lo dice e sinceramente neanche ci interessa, ma senza ombra di dubbio la storia è poverella, per quel che s’è visto e sentito.
Intenso il programma di oggi con passeggiata alla scoperta delle erbe medicinali al mattino alle 9 e convegno sull’emigrazione dei Cimbri alle 10 in sala Olimpica, con Ezio Bonomi, Raffaello Canteri e Fernando Roveda.
Alle 18, sulla piazza del Festival il canzoniere del Progno canta e racconta l’emigrazione con «Al di qua e al di là del mar». Dalle 21 iniziano le proiezioni con quattro film in concorso al teatro Vittoria: «I want to be a pilot», dello spagnolo Diego Quemada-Diez, sui sogni di un bimbo dell’altopiano di Nairobi; «Journey of a red fridge», di due autori serbi, diario di un portatore nepalese diciassettenne; «Eco das montanhas. A viagem da palavra», del brasiliano André Costantin sull’emigrazione cimbra nel Rio Grande do Sul; «Brokebike mountain», dello spagnolo Kiko Ruìz Claverol.
In sala Olimpica, sempre alle 21, si proiettano due film per la categoria «Altre montagne»: «Postbote» in Himalaya, anziano postino che arriva dove non arrivano i mezzi a ruote e «Sesivalnca spomina», storie di confine tra Italia ed ex Jugoslavia. Chiude le proiezioni «Südtiroler Urwege», una retrospettiva sulle antiche strade e sui sentieri del Sud Tirolo.V.Z. 
 

26 agosto, L'Arena.pdf