August 27h, L'Arena di Verona
BOSCOCHIESANUOVA. L’altra sera visione di due apprezzati lavori firmati da registi stranieri
«La volpe e la bambina» al Filmfestival Lessinia
Oggi alle 16 la proiezione del successo di Luc Jacquet
Straordinario lavoro del quarantenne regista austriaco Gerald Igor Hauzenberger con il film Einst süsse Heimat (Oltre la foresta), giocato sull’intervista a due personaggi che sembrano irreali nella loro tragicità: Johann Schuff e Maria Huber, delle minoranze tedescofone Sassone e Landler che vivono da 900 anni in Transilvania. Forse è meglio dire che vivevano, perché il passaggio della seconda Guerra mondiale ha dato il colpo di grazia alla loro sopravvivenza.
Sono due relitti perché i pochi sopravvissuti si sono già trasferiti in Germania e Austria. Eppure l’orgoglio dell’appartenenza si respira nelle case e nelle parole dei protagonisti, nei ricami appesi sopra il letto o in cucina, purtroppo anche nelle ideologie che Johann continua a praticare: del maschio che ha avuto 50 ragazze-bambine per sé e ancora una gli «tiene compagnia»; del nazista che crede ancora nella distinzione e supremazia della razza, che non rinnega il suo passato da SS diciassettenne; del razionalista che impreca Dio per il dono della ragione all’uomo, ma che arriva al tramonto della vita per ammettere: «Ho sbagliato tutto e se potessi deciderei di non nascere affatto». Sull’altro fronte Maria ha portato le conseguenze di un dramma etnico: vincolata dalla sua gente a sposare solo tedeschi perché ai romeni neanche la terra si poteva vendere; costretta a cinque anni di gulag sovietico, solo perché tedesca; oggi il suo nome è già inciso sulla tomba di famiglia con la data di nascita e uno scaduto 19.., «perché non pensavo che sarei arrivata a vedere il 2000 e sbagliando mi sono incisa le prime due cifre». Sbagliate anche queste, come la vita sbagliata di due personaggi le cui interviste hanno dischiuso un mondo di fantasmi.
Eccezionale documentario Sur le traces du renard (Sulle tracce della volpe), di Jérôme Bouvier, che con un gruppo di giovani ricercatori passa cinque mesi in un rifugio nel Parco nazionale d’Abruzzo per cogliere le migliori immagini sulle volpi selvatiche da inserire nel film La volpe e la bambina. Bravi gli operatori e i ricercatori a ottenere il contatto con Sosie, una giovane volpe che li adotta, che appare e scompare a suo piacimento, ma a volte sembra quasi concordare orari e luoghi. Arriverà per la ripresa finale, quella più attesa e sognata, dell’incontro della bambina Bertille con una vera volpe selvatica. Tra fotografia da Oscar e suspense la conclusione più bella è degli operatori che hanno seguito per tutto l’inverno Sosie: «Ci siamo guadagnati di più della sua fiducia: la sua indifferenza».
Il film di Luc Jacquet la volpe e la bambina è in programmazione oggi pomeriggio alle 16. Alle 18 racconto fotografico di Ursula Swoboda su Himalaya highway.
Dalle 21 proiezione di due film in concorso per la categoria Lessinia: Lessinia: un mondo suggestivo... e perduto di Giorgio Pirana e Allegro giusto! di Walter Mazo. In concorso Territorio de abejas. Paisaje de hombres; Daughters of wisdom, Mala apokalipsa e Kogda ja vyigrau million, film che arrivano rispettivamente da Spagna, Tibet, Slovenia e Russia.V.Z.
