September 7th 2008, Verona Fedele
BOSCO CHIESANUOVA - Il festival
Lessinia, roba da cinema
Con la consegna della Lessinia d'Oro nelle mani dei registi Fulvio Mariani e Mario Casella è calato il sipario sulla quattordicesima edizione del Film Festival della Lessinia. La proiezione in anteprima mondiale – preceduta da un emozionante concerto della Caucasian Chamber Orchestra al Teatro Vittoria di Bosco – ha portato fortuna al film-documentario che racconta (attraverso la musica e le immagini) la storia di questi artisti di diverse etnie e del loro direttore d'orchestra, Uwe Berkemer, determinati a portare un messaggio di pace e speranza tra i confini del Caucaso dove il ricorso alla guerra sembra essere da troppo tempo l'unico mezzo di dialogo.
«La più grande soddisfazione per questi musicisti è stata suonare in questo teatro, con un pubblico che li ha accolti con entusiasmo ed affetto – ha confessato Fulvio Mariani –. Questo premio li renderà ancora più felici e sarà il primo passo perché quest'orchestra possa continuare a suonare». E quest'anno è stata proprio la speranza ad accompagnare i dieci giorni della manifestazione cinematografica dalla paternità tutta veronese (unica in Italia) dedicata alla vita, alla storia e alle tradizioni in montagna.
«Il messaggio di pace che questi musicisti hanno fatto risuonare alto va salvato» come ha sottolineato il direttore artistico della manifestazione, Alessandro Anderloni. «La vittoria della Lessinia d’Oro al Film Festival della Lessinia sia di stimolo perché prenda il via un’iniziativa che permetta all’orchestra di continuare a suonare. Il Film Festival della Lessinia darà il suo contributo, cercando di mettere in piedi a questo scopo una cordata di partner internazionali». Molti i riconoscimenti assegnati nel corso della serata conclusiva, tra i quali anche la Lessinia d'Argento che è stata vinta dal film (presentato a Bosco in anteprima italiana) Obcina del regista rumeno Björn Reinhardt: un “viaggio affascinante nella dura realtà delle montagne di Maramures” – si legge nel verbale stilato dalla giuria internazionale –, popolate da “contadini che hanno trascorso tutta la vita lavorando e soffrendo, ma nonostante le avversità continuano a rimanere attaccati alla loro terra con caparbia determinazione e con serenità”. «Questo premio – ha detto Reinhard ritirando la statuetta – è dedicato a loro». Con lo sguardo rivolto alle montagne di casa nostra e di tutto il mondo, il festival cinematografico dei Monti Lessini è riuscito a conquistarsi uno spazio di tutto rispetto nel panorama internazionale. Si cercano idee sempre nuove per rilanciare il turismo montano: perché allora non sostenere ed aiutare a valorizzare, ancora di più, un'iniziativa che già esiste e funziona molto bene?
Roberta Brunelli
