Film Festival della Lessinia
Vita, storia e tradizioni in montagna.
31 agosto 2008, L'Arena di Verona
BOSCOCHIESANUOVA. I verdetti della giuria chiudono la quattordicesima edizione del Film Festival della Lessinia
Premiati i sogni di pace dell’orchestra caucasica
Per la sezione Lessinia vince «Orçe», moderna favola horror. Alle 16 e alle 21 proiezione dei film vincitori
Vittorio Zambaldo
Il sogno della pace trionfa all’edizione più internazionale finora vista del Film Festival della Lessinia. Il gran premio della Comunità montana (statuetta della Lessinia d’oro e tremila euro) vanno a Grozny dreaming (Sognando Grozny) dei ticinesi Fulvio Mariani e Mario Casella, «toccante grido di speranza», definisce la giuria la testimonianza della Caucasian Chamber Orchestra. Lessinia d’argento e duemila euro a Obcina, del tedesco Björn Reinhardt «che documenta con emozione e discrezione la vicenda di una famiglia contadina rumena attaccata con caparbia determinazione e con serenità alla loro terra».
I mille euro del Curatorium Cimbricum Veronense per la miglior opera che documenta la vita delle minoranze vanno divisi fra Eco das montanhas. A viagem da palavra, del brasiliano André Costantin e Storie in 4 lingue, di Erica Barbiani, Elena Vera Tomasin e Sergio Beltrame, che ha ricevuto anche il premio della Cassa rurale Bassa Vallagarina.
Al francese Devenir une femme au Zanskar, come miglior opera riguardante il paesaggio culturale di montagna va il premio della Regione.
Ex aequo anche i mille euro del premio Provincia di Verona tra Höfats. Der einmalige berg, del tedesco Gerhard Baur e Their helicopter della georgiana Salome Jashi.
Va a Orçe, di Diego Carli, il premio speciale della Comunità montana per la miglior opera riguardante i monti Lessini. Alla giuria il film è piaciuto perché «l’opera è sorretta da una buona recitazione e strutturata in modo efficace, sfruttando appieno la tecnica cinematografica».
Il premio del Festival per la miglior opera riguardante la tutela e la difesa del territorio di montagna va a Territorio de abejas. Paisaje de hombres, di Daniel Orte Menchero, «efficace documento denuncia della incessante aggressione del territorio montano da parte di interessi speculativi a favore di uno sviluppo turistico senza limiti e confini».
Sur le traces du renard, del francese Jérôme Bouvier è stato premiato dal Parco della Lessinia come miglior documentario naturalistico.
Il premio della giuria è andato a Manuel und die wolkenschafe e due menzioni speciali sono state date dalla giuria internazionale a OSSignur! La montagna assistita di Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino e a Einst süsse Heimat dell’austriaco Gerald Igor Hauzenberger.
E ancora: premio della giuria giovani a Zed kamenog mora, del regista montenegrino Vladimir Perovic e premio speciale intitolato a Mario Pigozzi e destinato a un giovane regista è toccato a Schfskälte di August Pflugfelder.
«La giuria è stata davvero in difficoltà a decidere per l’alta qualità dei film in concorso», fa sapere il direttore artistico Alessandro Anderloni, «e l’impressione è che abbia prevalso il sentimento più che la razionalità. La soddisfazione è che i due primi premi sono assegnati a film che rappresentano un'anteprima mondiale e un’anteprima italiana: significa che il nostro Film Festival non vive di luce riflessa, ma indica la strada da seguire alle altre rassegne che cercheranno fra i nostri premiati i film da proporre».
«Osservando il pubblico ho trovato la conferma che il Curatorium Cimbricum Veronense, che ha ideato il concorso avviato già nel 1995», conclude il presidente dell’associazione Vito Massalongo, «ha raggiunto il suo obiettivo di tutela e valorizzazione di lingue e culture della montagna, guardando oltre i confini di casa e ritengo che questa giuria internazionale abbia fatto scelte equilibrate, intelligenti e armoniose».
