Film Festival della Lessinia
Vita, storia e tradizioni in montagna.
Omaggio all'orso

Fotografia di C. Frapporti - © Archivio Servizio Foreste e fauna Prov. Autonoma di Trento
Non un omaggio alla carriera di un regista o di un attore, ma un omaggio all’orso. Il Film Festival della Lessinia con questo evento speciale, il primo di una serie di eventi che andranno ad arricchire le prossime edizioni, intende mettere al centro della scena i veri protagonisti della vita in montagna e quindi del Festival. E, finalmente, non sono soltanto i montanari, ma anche gli animali a essere in primo piano. È una relazione inscindibile quella che lega gli esseri umani agli animali in montagna. La lotta per la sopravvivenza, in questo come in ogni altro ambiente della terra, impone la caccia e la morte, ma anche la convivenza, traendo dall’esistenza altrui un aiuto per la propria. Questo è ciò che accade in Natura tra animali e altri animali, tra uomini e altri uomini e tra uomini e bestie. Se l’andare a caccia è diventato ormai, in quasi tutto il pianeta, soltanto una passione, o un discutibile divertimento che qualcuno chiama stupidamente sport, l’Uomo ha imparato, in milioni di anni, ad addomesticare e ad allevare gli animali o, nel caso dell’orso, a studiarli e a favorirne il ripopolamento, dopo aver contribuito a farli sparire dal loro ambiente naturale. Questo intreccio di rapporti tra uomini, orsi e montagna è bene indagato e raccontato nella selezione dei fi lm che compongono questo evento speciale. Ci sono due grandi maestri del cinema internazionale a firmare l’uno, Werner Herzog, il documentario Grizzly Man, l’altro, Jean-Jacques Annaud, il lungometraggio L’ours. In entrambi i fi lm gli orsi sono attori di se stessi. Agli orsi delle montagne trentine e venete è dedicato invece il documentario di Josef Schwellensattl Orsi del Brenta. È stato un orso “di casa nostra”, giunto in Lessinia dalla Slovenia nella primavera del 2010, a dare lo spunto e l’idea per questo evento speciale. Ai bambini, ma non solo a loro, sono dedicate le scelte del fi lm di animazione targato Walt Disney Koda, fratello orso e della splendida serie di cartoni animati, che hanno spopolato in Russia, Masha e l’orso. Si accendano i riflettori. Sul tappeto rosso c’è l’orso.
Alessandro Anderloni
di Werner Herzog
103’, USA, 2005
Timothy Treadwell trascorse 13 anni della sua vita insieme con gli orsi grizzly dell’Alaska, realizzando più di 100 ore di riprese, fino al 2003 quando uno di quegli orsi lo uccise.
di Aaron Blaise, Robert Walker
85’, USA, 2003
Deciso a vendicare la morte del fratello, il giovane cacciatore inuit Kenai uccide un orso. Gli spiriti lo trasformeranno a sua volta in orso perché egli possa imparare ad amare e a rispettare la Natura.
(L'orso)
di Jean-Jacques Annaud
94’, Francia, USA, 1988
Dopo aver perso la mamma, un cucciolo di orso viene allevato da un grande orso grizzly che gli insegnerà come procurarsi il cibo e come difendersi dai cacciatori.
(Masha e l'orso)
di D. Chervyatsov, O. Kuzovkov, O. Uzhinov, M. Nefedova
8’, Russia, 2010
Da quel giorno che, per caso, si sono conosciuti, Masha, la piccola peste, e Medved, il simpatico orso, sono diventati amici inseparabili, sempre pronti a una nuova avventura.
di Josef Schwellensattl
45’, Germania, 2001
Con Fabio Osti per percorrere le tracce degli orsi bruni che vivono alle pendici delle Dolomiti del Brenta e per conoscere il vecchio Nene, l’ultimo cacciatore di orsi.





