Film Festival della Lessinia

 

Montagne di mattoni



Babele: la sfida dell’Uomo al cielo, il desiderio innato di andare verso l’alto, l’idea che la conquista della cima significhi potere, la consapevolezza che dall’alto le cose si vedono in un modo diverso. Prima con le torri, poi con i grattacieli, ciò che spinge l’Uomo a “costruire montagne” non è soltanto detta- me della necessità di proteggersi, di difendersi, di sfruttare l’altezza essendo costretti a vivere in molti in piccoli spazi, è un istintivo anelito all’altezza, pari a quello di un bambino che non troverà pace finché non riuscirà a salire quel masso di pietra che spunta da un prato. Se qualcuno ha definito gli alpinisti i conquistatori dell’inutile, il nostro tempo è l’esempio dell’inutile sfida alla conquista delle altezze.

È da questa suggestione che si muove il cortometraggio Babel di Hendrick Dusollier, dove a perdersi nella selva di grattacieli di Shanghai sono persone partite dalle Montagne Celesti per cercare altrove, in un mondo artificiale, la montagna che sperano di poter lasciare. A volte un film è carico di suggestioni che muovono dentro a lungo. È stato questo film a suggerirci il paragone tra le montagne di terra e le montagne di mattoni. E subito ci è tornata alla mente la celebre dissolvenza di Luis Trenker tra i pinnacoli dolomitici e i grattacieli di New York nel suo capolavoro del 1934, Il Figliuol Prodigo che il festival presenta nella versione italiana. Di nuovo una storia di emigranti partiti dalle terre alte in cerca di altre altezze, di un luogo dove la vita possa essere vissuta da punti di vista diversi. Chiunque lasci le montagne se ne porterà dietro il peso per sempre e faticherà a non ritornarci. Così è stato per gli emigranti di ieri e di oggi.

Sono invece un altro scenario le montagne di quel capolavoro del cinema muto che è Safety Last dove l’intramontabile e inconfondibile figura creata da Harold Lloyd scala a suo modo una montagna. La sua è una triplice sfida: guadagnarsi dei soldi, fuggire da chi lo insegue, salvare la pelle. E qui la montagna diventa rocambolesca metafora di una vita di tribolazioni. A unire queste montagne è forse la fatica. E non sempre dopo la salita ci sarà una discesa.
 

 
BABEL - BABELE

di Hendrick Dusollier
15’, Francia, 2010

Lasciare il proprio villaggio sulle Montagne Celesti per approdare a Shanghai e scoprire che, nella megalopoli frenetica, altre montagne di mattoni svettano come sfida al cielo.

Dettagli...
DER VERLORENE SOHN - IL FIGLIUOL PRODIGO

di Luis Trenker
102’, Germania, 1934

Antonio lascia le montagne bavaresi per cercare fortuna a New York, alla ricerca di una giovane ereditiera di cui era stato guida alpina. Ma i grattacieli della grande città sono così diversi dai pinnacoli delle sue montagne…

Dettagli...
SAFETY LAST - PREFERISCO L’ASCENSORE

con Harold Lloyd
di Fred C. Newmeyer, Sam Taylor
70’, USA, 1923

Harold, un esuberante giovanotto di provincia, si iscrive a una gara di arrampicata per guadagnare un po’ di soldi.

Dettagli...
 
 
 
 
Very Good SoftwareSoftware DreamWarez LibraryPopular SoftwareTop KeygensWarez Empire